Mosaico

Il Racconto

L’avventura che oggi raccontiamo è iniziata a dicembre 2023 ed è diventata una buona abitudine, un appuntamento fisso nelle ultime due ore del giovedì.
Tutto è cominciato in classe, durante le lezioni di religione – approfondendo i più importanti simboli religiosi del cristianesimo e le loro interpretazioni – e di arte – incontrando gli otto monumenti UNESCO di Ravenna, importanti testimonianze storiche di arte e architettura bizantina in Italia.

Successivamente, accompagnati dall’atelier Koko Mosaico e dai nostri insegnanti, il 14 dicembre noi, gli alunni della seconda media della Scuola San Vincenzo De’ Paoli di Ravenna, abbiamo avuto la possibilità di vivere una visita molto particolare a Km 0.
Non si è trattato di una semplice uscita, bensì di una caccia al tesoro, o meglio, di una caccia all’immagine alla scoperta di Sant’Apollinare Nuovo, la basilica bizantina ravennate più prossima alla nostra scuola.
Divisi in coppie e muniti di binocoli, abbiamo seguito gli indizi forniti e, ispezionando accuratamente la meravigliosa decorazione musiva della basilica, abbiamo individuato dettagli, scene, simboli legati alla storia cristiana e alla parentesi ariana.
Sono state due ore di gioco, apprendimento, movimento, lavoro di squadra… Per la prima volta abbiamo avuto un contatto diretto con ciò che abbiamo visitato: un tuffo nel passato nel quale abbiamo imparato semplicemente osservando ciò che ci circondava, senza bisogno di ascoltare una guida, riuscendo in questo modo ad aprire un po’ di più le nostre menti.
Per alcuni questa caccia all’immagine è stata anche occasione per vedere un luogo simbolo della nostra città che, pur essendo ravennati, non avevano mai visitato!

Dopo quest’ esperienza, ciascuno di noi ha riportato sotto forma di disegno libero ciò che più lo ha colpito di tutti i simboli, i racconti, i personaggi incontrati, rielaborando i soggetti a modo proprio e personalizzandoli.

Dopo le vacanze invernali ci attendeva un’altra visita, più “contemporanea”: Arianna e Luca ci hanno ospitati nel loro atelier Koko Mosaico e ci hanno raccontato in modo minuzioso e competente che cos’è il mosaico oggi e che cosa significa essere mosaicisti.

I mosaici vengono realizzati con un materiale vetroso chiamato smalto, dal quale si ottengono tessere più lucide rispetto a quelle in marmo dei mosaici pavimentali.
La pasta vitrea, dalla quale esse vengono ricavate, si ottiene dapprima in forma di “pizze”, ovvero dischi di vetro prodotti nel crogiuolo, una sorta di grande mortaio che mischia i vari componenti ridotti in polvere.

Le tessere di mosaico hanno poi un valore diverso a seconda di come sono state prodotte.

Per esempio, le tessere d’oro sono composte da una sottilissima foglia d’oro (da 6 a 24 carati) compressa tra due strati in vetro. Queste tre parti sono poi fuse in un unico blocco.
Le tessere marmoree, essendo più resistenti, sono più soggette ad un utilizzo pavimentale rispetto alle altre, che invece sono utilizzate per il rivestimento delle pareti.

Naturalmente, il colore delle tessere in marmo dipende dal tipo di roccia calcarea di cui sono composte: biancone, giallo gaia, perlino rosato, basaltina, cipollino, sodalite…
Al termine di questi racconti materici, ci sono stati presentati il tagliolo e la martellina, strumenti che vengono utilizzati per tagliare il marmo da duemila anni…!
Non solo: abbiamo fatto noi stessi una prova di taglio con pezzi di marmo di Carrara, il marmo italiano più famoso al mondo, così da prepararci al lavoro che avremmo svolto di lì a poco.
La settimana successiva, i mosaicisti sono venuti a trovarci a scuola per iniziare a creare le nostre opere. Prima di cominciare il lavoro laboratoriale vero e proprio, abbiamo seguito una rapida lezione sulle diverse possibili tecniche di taglio. L’obiettivo era capire come ottenere i diversi tipi di forma dei quali avremmo avuto bisogno a seconda della composizione del nostro disegno di base: linee curve, lettere, campiture uniformi… L’inclinazione delle tenaglie, strumento che si utilizza là dove non si dispone della martellina, è fondamentale: infatti, inclinazione e pressione sono da misurare in base a ciò che si vuole ottenere.
Terminata questa necessaria lezione introduttiva, è giunto il momento per noi di scegliere il disegno di base sul quale, sempre divisi in coppie, avremmo creato il nostro mosaico, a partire da alcune semplificazioni che Arianna e Luca hanno fatto dei nostri bozzetti originali.

Ciascuna coppia ha trasferito il proprio soggetto su un pannello in legno per mezzo della carta copiativa, chi preferendo un’intera composizione, chi selezionando alcuni dettagli.

Dopodiché abbiamo scelto i colori delle tessere che avremmo utilizzato tra quelle che erano state preparate per noi. Da quel momento in poi siamo entrati nella fase di laboratorio: quattro ore a settimana per cinque settimane, abbiamo lavorato con grande concentrazione, arrivando a completare le dieci tavole che esporremo presso la galleria Pallavicini22.
Questo lavoro è stato un’opportunità per utilizzare la nostra immaginazione e realizzare qualcosa di personale e concreto, scelto e seguito dall’inizio alla fine in continuità con le specificità e la storia del nostro territorio. Per fare questo abbiamo “giocato” con degli esperti, persone che vivono tutti i giorni questa realtà, venendo a conoscenza di un mondo diverso, di cui non tutti avevamo fatto esperienza diretta.

Le opere